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Moratoria nucleare in Spagna: cos'é?

Mercoledì 30 Marzo 2011, 16:55 in Ambiente, Energia, Spagna di

La Moratoria spagnola sul nucleare risale al 1984 e bloccò la costruzione di nuove centrali nucleari in Spagna fino al 1997. Ma anche in seguito allo scadere della Moratoria e alla liberalizzazione del mercato elettrico, in Spagna non si son più realizzate centrali nucleari... Costose e controproducenti?

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In cosa consiste la Moratoria nucleare di cui si sente parlare o di cui si legge quando si affronta il tema del nucleare spagnolo?

La Moratoria risale al 1984, imposta durante il Governo socialista di Felipe González , e consiste nel blocco della costruzione di nuove centrali nucleari in Spagna; e blocco anche dei lavori a nuove centrali già in corso d'opera, cinque all'epoca, che non son mai state concluse.

Tra gli anni '70 e gli '80 del '900, a fronte di diversi incidenti in centrali nucleari nel mondo e del formarsi della coscienza e della protesta ecologista, che evidenziò la pericolosità delle fughe radioattive e delle scorie nucleari per l'ambiente e per la salute umane, in alcuni Paesi si stabilirono le dette Moratorie, consistenti in una sospensione della creazione di nuove centrali per un tot di anni.

In Spagna la Moratoria nucleare terminò nel 1997 con la legge che liberalizzò il settore elettrico 54/1997 (Ley del Sector Eléctrico 54/1997).

Da quel momento le imprese possono costruire in Spagna qualsiasi tipo di installazione per la produzione elettrica, quindi centrali termiche, idroelettriche, impianti solari o eolici, centrali nucleari... sempre però sulla base dei necessari permessi di impatto ambientali, delle autonomie locali, delle province ecc..., e assumendosene i costi dal principio alla fine.

In ogni caso, anche dopo il 1997 in Spagna non si son più costruite centrali nucleari. Questo non è stato determinato, come a volte erroneamente si pensa, da una Moratoria ancora in vigore, ma  - come spiega Carlos Bravo, responsabile del settore nucleare in Greenpeace Espana - dal fatto che le compagnie non hanno più voluto investire soldi nel nucleare.

"Le compagnie non hanno nessuna voglia di investire 6.000 milioni di euro, il costo di una centrale nucleare, quando vedono che è molto più conveniente investire in energie rinnovabili o in centrali a gas a ciclo combinato, che richiedono investimenti molto più bassi e ritorni molto più rapidi" (Carlos Bravo, Greenpeace).

Secondo i piani del Governo Zapatero, la Spagna è un paese in via di denuclearizzazione; ma chiaramente bisognerà poi vedere nei fatti cosa accadrà, anche in vista delle prossime elezioni del 2012.
Certo è che la Spagna post incidenti nucleari a Fukushima, è già scesa in piazza in numerose città per manifestare affinchè le  otto centrali al momento operative nel Paese vengano chiuse al più presto.
Intanto il Ministro Miguel Sebastian ha fatto le sue dichiarzioni a Bruxelles, parlando della possibilità di chiudere le centrali che non dovessero superare le prove di resistenza.

(Foto di mirindas27)

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2 commenti
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14 Giu 2011
alle 17:58

EVA

AHAHHAA... LE CONSEVIAMO IN CASA DI BERLUSCONI ...?

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14 Giu 2011
alle 17:57

EVA

MEGLIO SAREBBE USARE PANNELLI SOLARI,

ALMENO NON ABBIAMO IL COMPITO DI CONSERVARE LE SCORIE NUCLEARI.

- MA DOVE LE CONSERVIAMO ?

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