Vacanze in Spagna? Scopri il blog-guida sull'arte e la cultura spagnole! Dal Cinema all'attualità e allo sport spagnoli, solo su Blogosfere
Viaggio a Saragozza, un tempo capitale del Regno d'Aragona, oggi capoluogo della stessa regione, una città affascinante che conserva impronte di diverse epoche e culture, che unisce storia, vivibilità e un ambiente pieno di giovani universitari. Qualche impressione di viaggio e alcuni consigli...

A Saragozza (Zaragoza in Spagnolo) ci siamo arrivati in un pomeriggio torrido d'agosto. Due anni fa, in treno da Barcellona.
Viaggio in treno comodissimo, puntualissimo con AVE (l'alta velocità spagnola) e, due anni fa sottolineo, molto economico. (I prezzi dei treni in Spagna hanno infatti subito, purtroppo, un rincaro notevole negli ultimi tempi: pensate che per la tratta Barcellona-Saragozza avevamo speso circa 25 euro a persona -forse qualcosa meno- e oggi ne spenderemmo almeno il doppio! - Per biglietti e orari si veda in dettaglio il sito della Renfe, la rete ferroviaria spagnola-).
Viaggo in treno, dicevo, piacevole, un paio d'ore massimo, sui treni puliti e confortevoli delle linee spagnole e chi li ha provati lo sa; con tanto di hostess che passano a dare auricolari per ascoltare musica o guardare la tv e a distribuire caramelle!
E dal finestrino lo svolgersi di una Spagna che ancora non conoscevo, avendo sempre preferito la costa.
Il paesaggio cambiare, dalla città al verde delle coltivazione della Catalunya, a una sorta di deserto. Esattamente. Distese di terra arsa, bruciata, spaccata dal sole, sporadici centri abitati, poi di nuovo un po' di verde e qualche accenno di collina, ma soprattutto terra sotto la calura di un agosto caldissimo.
Mi è parso così di incontrare una Spagna più simile a quella di un immaginario comune, forse storico, forse ormai leggendario.
Poi parchi eolici, moderni mulini a vento, tanti mulini a vento.
Poi di nuovo la città. Saragozza.
Una stazione nuova e un ufficio informazioni efficiente. Mappa della città, indicazioni su bus e come raggiungere l'albergo.
Usciti dalla stazione, colpiti dal sole e dal suo riverbero sul lastricato chiaro... 45 gradi almeno e l'aria calda che entrava nei polmoni. Ma non spaventatevi, era solo un momento passeggero!
Preso l'autobus, il nostro albergo, Sant Valero, era nel centro storico; albergo nuovo, accogliente, bello, pagato 20 euro a notte per offerta su booking.com ;-) .
Si esce. Primo giro, voltato l'angolo e andando a sinistra... ecco la piazza centrale, ampia, allungata, con i portici da un lato e dall'altro la Basilica di Nostra Signora del Pilar, edificio simbolo della città.
Una passeggiata per scoprire sul far della sera i luoghi da visitare l'indomani. Una passeggiata attraversando il fiume Ebro - a dire il vero quasi in secca in quel periodo-, e perdendoci poi nelle viuzze e poi di nuovo sul ponte a goderci il tramonto che lentamente si consumava dietro la sagoma della Basilica.
Non pareva vero di sera quando sul balconcino della stanza, prima di uscire per cena, si è alzato un vento fresco che ha reso stupendo il clima dei tre giorni trascorsi nel cuore dell'Aragona.
Per la cena il consiglio è di muoversi presto. Non si è sulla costa e molti locali dopo le 23 non prendon più nessuno e a mezzanotte massimo chiudono - parlo di locali dove cenare-.
Le vie del centro storico e quelle attorno pullulano di ristorantini e localini dove cenare a base di tapas o con portate vere e proprie, ma attenzione perchè c'è sempre un gran pienone per la cena, almeno nei periodi di alta stagione turistica.
La cucina aragonese mi piace molto, e se tradizionalmente è più legata alla carne (soprattutto d'agnello), oggi è un misto di terra e di mare, con molte verdure, legumi e funghi, molto curata e saporita.
Abbiam mangiato bene (e son una buongustaia!) in ristorantini piccoli ed economici. Fantastiche le tapas, che cambiano molto da quelle servite in quantità industriali a Barcellona, un po' grossolane la maggior parte delle volte e spesso care rispetto alla qualità e alle dosi (seguirà post sull'argomento, con alcune dritte!) e soprattutto frittissime.
Anche a Saragozza i fritti non mancano, ma ho assaggiato tapas che erano veri manicaretti... comprese las patatas bravas e las bombas...le migliori mai provate.
Per queste tapas, consiglio di perdersi nei vicoletti del centro storico più storico, non lontano dalla piazza della Basilica, dove si incontrano molti tapas-bar dei più caratteristici.
Si perchè c'è un centro storico che si scopre subito (quello più storico appunto) e appare come tale e poi una zona più commerciale (con tanto di Corte Ingles e catene varie), ma costellata da edifici storici e palazzi antichi. E' la zona intorno alla conosciutissima Gran Via.
Da vedere a Saragozza e un po' di storia... (continua la lettura...)
(Foto di Mdp;
Foto 2: muckingfajic;
Foto 3: spagna.info)
Un tempo capitale del Regno d'Aragona, oggi capoluogo della stessa regione, Saragozza non è tra le mete spagnole più battute dal turismo, ma vale veramente la pena passarci alcuni giorni, magari un fine settimana. E' una città affascinante, molto vivibile, che conserva impronte di diversi periodi storici, dell'epoca romana, della presenza islamica e chiaramente del Cristianesimo. Vi metto qui di seguito un riassuntino della storia della città e le cose da visitare (immensa e da vedere all'interno la Basilica del Pilar), sperando di non tralasciarne.
Dimenticavo: a Saragozza ci si arriva facilmente anche in aereo. L'aeroporto è vicino alla città e ben servito dai bus. Infatti al ritorno noi avevam preso Ryanair, che in Italia arriva a Orio al Serio, Bologna, Roma.
Qualche riga di storia:
Fondata nel 25 a.C. dall'imperatore Cesare Augusto con il nome di Caesaraugusta, fu uno dei centri più importanti della "Spagna romana". I Visigoti la occuparono dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente. Fu tra le prime città spagnole a convertirsi al Cristianesimo e nel 713 venne conquistata dagli Arabi che la fecero capitale (Saraqusta) di un principato rivale di Cordova, Toledo e Merida. Fu riconquistata nel 1118 dai cristiani ed ebbe un periodo di grande prosperità divenendo capitale del Regno d'Aragona.
Da vedere a Saragozza:
Cattedrale del Santissimo Salvatore, detta La Seo (XII - XVI secolo);
Castillo de la Aljafería (VIII secolo) e la Torre del Trovador;
basilica di Nostra Signora del Pilar;
l'anfiteatro romano;
il parco acquatico, sede dell'expo 2008.
Famosa l'Università di Saragozza, tra le più antiche di Spagna (1474), che richiama molti studenti da altre zone della penisola e molti stranieri.
Consiglio: giri a piedi nelle viuzze del centro storico e più in là, a perdersi e scoprire...
(Foto di Mdp)
MAIL ART 2011 (VIDEO): inviate a Barcellona le vostre cartoline illustrate entro…
Vacanze estate 2011: visitare Saragozza, perla d'Aragona
Il 12 e 13 giugno "Vota al Referendum!": da Barcellona l'appello (video)
Referendum 12-13 giugno: andiamo a votare, a dire la nostra! Sul nucleare, sull'…
Moratoria nucleare in Spagna: cos'é?
alle 13:26
GATTO STEFANO
PER FAVORE! CHIEDO COLLABORAZIONE : stiamo scrivendo un libro sulla storia di giovani italiani morti in guerra in Spagna nel 1939, cerchiamo la fotografia della tomba nel cimitero italiano di Zaragozza di NESTICO' GAETANO (tomba n° 2350 fila p1 ld riquadro 2-3). Spero di un vostro riscontro, ringrazio moltissimo Stefano Gatto