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"Presa diretta" del 2 ottobre: Riccardo Iacona a Barcellona intervista i ragazzi italiani che nella capitale catalana ce la fanno... a lavorare, vivere, fare figli... con contratti di lavoro veri e senza bisogno di raccomandazioni!
Nella puntata di "Presa diretta" (RaiTre) di ieri, dedicata ai giovani italiani volenterosi, laureati, qualificati, sfruttati e malpagati nel loro paese, in uno dei servizi Riccardo Iacona ha incontrato diversi italiani che a Barcellona han trovato la loro nuova vita.
Una vita con più possibilità e nutrita di maggior rispetto e libertà.
Maggior possibilità a partire dal lavoro (ma non tanto per la quantità di lavoro disponibile... da precisare!).
A Barcellona, se ti prendono a lavorare - o almeno questo è ciò che ho visto-, ... barista, commesso, grafico o addetto marketing che tu sia..., ti fanno un contratto. A tempo determinato o indeterminato, e quella miriade di contratti a progetto che da noi è la regola... non esiste.
Esattamente.
Inoltre, non esiste quella necessità di dover per forza conoscere qualcuno e/o essere raccomandati per entrare nel mondo del lavoro, come invece accade da noi, soprattutto in alcuni settori. (Se mi sbaglio, ditemelo!).
Gli esempi dei ragazzi che compaiono nel servizio raccontano un mondo che ai nostri occhi sembra fantasia: gente che è arrivata a Barcellona senza saper una parola di spagnolo e che nel giro di breve si è trovata a fare il lavoro cui aspirava da tempo, ma che in Italia non era possibile. Giornalisti, fotografi, responsabili in casa editrice, liberi professionisti con agenzie proprie, ristoratori...
Certo, le persone intervistate a Barcellona da Riccardo Iacona vi si son trasferite da alcuni anni, per cui un po' prima che anche la Spagna entrasse in pieno nella crisi.
Al momento infatti non è immediato trovar lavoro come invece poteva forse avvenire dieci - ma anche cinque - anni fa, e non tutto è rosa e fiori, cosa che invece sembrerebbe dal servizio in questione.
Chi non ci ha vissuto a Barcellona ed ha visto la trasmissione, può essersi fatto un'idea sbagliatissima del mondo lavorativo in Spagna, dove i disoccupati sono circa 5milioni, ossia più o meno il 23% della popolazione!
"Presa diretta" è una trasmissione che solitamente apprezzo molto, ma in questo caso (forse allora anche in altri) ha dato assolutamente un ritratto parziale di come stanno le cose.
Certo, a Barcellona si vive meglio che in tanti posti in Italia, è diverso il clima culturale, c'è più apertura e anche noi quando partiamo a volte ci liberiamo da pesi oserei dire ancestrali e in una città tanto bella ci arricchiamo e carichiamo. Ma dire che il lavoro a Barcellona sia un tema facile... è un grosso errore!
E' senz'altro vero che a Barcellona c'è una qualità della vita che ci incanta! C'è un clima più possibilista, quello sì, ci sono il sole e il mare e più voglia di incontrarsi...
Ma al momento non è certamente il posto dove tutti facilmente trovano il lavoro dei loro sogni.
Quel luogo ideale descritto dal servizio in questione al quale mi piacerebbe che l'Italia potesse un po' ambire ad essere: puntare sul lavoro dei giovani, dare spazio al talento, niente raccomandazioni e via i contratti a progetto! Che ne dite?
Alcuni spezzoni della puntata di Presa diretta, Generazione sfruttata:
Ma, sicuramente è vero che Barcellona all'interno del Paese è una realtà a parte, nel senso che soprattutto per certe tipologie di lavoro resta un'isola felice, ma purtroppo non si distingue dal resto soprattutto per quanto dice Severino. A livello di diritto e tutela del lavoratore, sebbene qui ci sia una flessibilità inimmaginabile in Italia, c'è ancora tanta strada da fare e sicuramente la situazione attuale non sta aiutando. Poi per chi cerca lavoro a Barcellona qualche opzione c'è per fortuna.
Ah bè, c'avevano preso: 50% disoccupazione giovanile
State con le pezze al culo
Buongiorno a tutti. Davvero incredibili questi commenti. Sono 13 anni che sono residente in Spagna e non so come si possano scrivere certe cose. La Spagna é un grande paese peró bisogna dire le cose come stanno. Innanzitutto a livello lavorativo l' Italia era ed é tuttora nonostante i regressi, un mondo superiore in quanto a diritti e trattamenti dei lavoratori. Quí i contratti (a tempo indeterminato e non) valgono come una stretta di mano. Qualsiasi datore di lavoro puo' sbatterti fuori in qualsiasi momento e senza nessuna ragione. Qualsiasi tipo di azienda, multinazionali o negozi che siano. Le liquidazioni NON esistono. Esiste un "piccolo" rimborso chiamato Finiquito che ti danno SOLO se ti licenziano. Se te ne vai tu per cambiare lavoro non hai niente.
Le mamme hanno 4 ! mesi di maternitá, dopodiché devono tornare al lavoro. Durante la malattia ti pagano il 50%. I sindacati non sono mai esistiti. (ora purtroppo neanche in Italia). E, per rispondere al commento di prima, le situazioni di sfruttamento e schiavitú sono all' ordine del giorno come in tutto il mondo attuale.
Davvero é una illusione pensare che fuori dall 'Italia si puo' stare meglio.
E' il sistema che é marcio ed é per questo che stá crollando.
Un abbraccio a tutti.
sono un italiano tornato in Italia (per questioni familiari, senno' col cavolo che ci tornavo) e per carità in tema di lavoro L' Italia non è il male assoluto e la Spagna l' Eden.
Pero'...... la differenza c'è ed eccome, i diritti sono maggiormente tutelati e il lavoro nero è nettamente inferiore in Spagna
Il sistema di sussisidi di disoccupazione è migliore e più universale ed esteso, il sistema di ricerca e formazione assai piu' efficiente. Chi lo nega o è in malafede o non ha vissutio o non vive n Spagna.
i contratti a tempo ideterminati "cotizan", accantonano, la stessa pensione dei contratti a tempo indeterm., non esite la giungla contrattuale italia, giungla funzionale all' iper sfruttamento.
Il lavoratore autonomo in espana è autonomo, non esistono le finte partite iva.
Solo chi non conosce spagna puo' paragonare la becas (rimborsate e vermante formative con incarichi dove si cresce realmente) con gli stage spesso gratuiti e senza formnazione reale italici.
Quando parlate d' Italia non vi dimenticate che parlate di un Paese dove in diverse regioni esiste ancora la schiavitu sotto forma di caporalato (braccianti stranieri sfruttati e in alcuni casi eliminati dalle varie mafie), Rosarno do you remember?
Andate in Andalucia a cercare situazioni simili!
L' Italia in tema di lavoro e diritti è in una situazione indegna e indecente, avvicniarsi alla Spagna sarebbe già un passo avanti enorrme!
il discorso del partire a cercare lavoro è una scelta individuale che non discuto e non mi interessa, a me interessa che l' Italia migliori ed evolva e il primo passo e riconoscere i prorpi mali senza paura di riconscere che altri paesi a noi vicini possono insegnarci tanto
alessandro riccio
Anch'io condivido la risposta, mi sembrava che non fosse così facile trovare lavoro a Barcellona.
Certo che l'idea di trasferirsi a Barcellona ce l'avevo da tempo e mi ha entusiasmato il servizio di Iacona, ho già avuto esperienze di trasferimenti e non mi spaventerebbe l'idea.
Saverio
Condivido la Sua risposta,perchè molti giovani laureati lavorano è come lavorano nella nostra bella Italia, credo che la RAI doveva specificare che intervistiamo gente arrivata da 5/6 anni fà in Spagna è Lei sa bene 5 anni sono come 20 anni dei tempi che fù.
Con affetto
francesco
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