Spagna crisi economica: tagli a scuola e sanità per 10miliardi; autonomie regionali a rischio

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Non ancora rese note da Rajoy le modalità della nuova manovra da 10miliardi che minaccia le autonomie locali. Si sospetta l'introduzine del ticket per i servizi sanitari, la riduzione degli stipendi, lo stop al turismo sanitario e per la scuola...

spagna-mariano-rajoy-tagli-scuola-sanità.jpg Potrebbero essere l’inizio di un accentramento del potere a Madrid. Parlo dei nuovi tagli, per 10miliardi di euro a scuola e sanità, annunciati i giorni scorsi dal governo Rajoy.

Scuola e sanità
sono infatti i settori nei quali le comunità autonome spagnole hanno maggior indipendenza di gestione - almeno fino ad ora -.

Che dietro alle manovre del Governo dei popolari ci sia anche la volontà di rivedere il modello dello stato spagnolo, lo fan pensare ulteriormente le dichiarazioni di Esperanza Aguirre, presidentessa regionale di Madrid e braccio destro di Rajoy, la quale parla di restituire all’esecutivo centrale le competenze su sanità, educazione e giustizia. Il che, secondo la Aguirre, consentirebbe un risparmio di 48 miliardi di euro.

Intanto, l’annunciato taglio di 10miliardi sarà ripartito in: 7miliardi alla sanità e 3miliardi all’educazione.
Non sono state ancora rese pubbliche le modalità dei tagli, che rischiano di stravolgere la vita del Paese.

Per la sanità si paventano diverse ipotesi che minano il sistema sanitario gratuito:
si vocifera l’introduzione del ticket sulle prestazioni mediche o almeno su alcune (in Spagna ora la sanità è totalmente gratuita: visite, esami, operazioni, riproduzione assistita, cambio di sesso…); i sindacati del settore temono riduzioni stipendiali che si sommano a quelle già messe in atto dal precedente Governo Zapatero; e un freno è stato annunciato per ciò che riguarda il “turismo sanitario”, ossia al notevole flusso di persone che si recano in Spagna per ricevere cure o sottoporsi ad operazioni che nei rispettivi paesi risulterebbero onerose…

Per la scuola… già aumentate le tasse universitarie, che rischiano nuovi incrementi. Inoltre, già si parla della riduzione del numero degli insegnanti, con aumento del numero delle ore per ciascuno e aumento del numero degli studenti per classe (questa riforma mi sa di casa nostra!).

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