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I nuovi tagli voluti da Rajoy disgregano definitivamente il Sistema Sanitario Nazionale. Le previsioni dicono che non produrranno un risparmio, ma aumenteranno la spesa pubblica

Il sistema sanitario spagnolo è riconosciuto dai professionisti e dai cittadini come un sistema universale di qualità e a basso costo.
Tuttavia, il governo Rajoy ha deciso di sacrificare la salute e l'educazione per il bene dei mercati. Infatti, proprio in questi giorni, ha approvato, come parte di una serie di misure di austerità per ridurre il suo deficit e per convincere gli investitori, un pacchetto di nuovi tagli alla spesa nel campo dell'istruzione e della salute, da 10 miliardi di euro.
Questo taglio interesserà oltre il 10% del bilancio sanitario che è in gran parte nelle mani delle Comunità Autonome, attraverso misure drastiche di riduzione delle prestazioni mediche, rimborsi dei farmaci, privatizzazioni e sgravi fiscali che in realtà cambiano il modello sociale universale, fin qui adottato.
L'obiettivo evidente è quello di prendere a pretesto la crisi per demolire il sistema sanitario, già compromesso con il taglio sperimentato nel 2011.
Fino ad oggi, il successo del sistema sanitario, il parere favorevole dei cittadini, la soddisfazione dei lobbisti presenti nel settore (farmaceutico, tecnologie sanitarie e l'industria della sanità privata) hanno mantenuto una situazione di stallo; il risultato di un equilibrio di potere e interessi economici, sociali e politici.
L'obiettivo principale del PP è quello di tagliar fuori dal Sistema Sanitario Nazionale la classe media, insistendo su tre fronti: ridurre gli stipendi del personale e i benefit; introdurre rimborsi o tasse per incoraggiare la "concorrenza" e la "mercificazione"; avvantaggiare il settore privato con sgravi fiscali e la diffusione nel sistema nazionale.
Tutto questo, con il paradosso che non solo non comporterà alcun risparmio, ma aumenta la spesa sanitaria come negli Stati Uniti.
L'espulsione della classe media è il primo passo per trasformare un sistema universale in un altro puramente assistenziale.
Pertanto, oggi più che mai, è necessario difendere il modello del Sistema Nazionale di Salute pubblico e universale perché risponde alle esigenze e al diritto dei cittadini alla salute e perché è il più efficiente, rafforzando il coordinamento, la gestione partecipativa e il decentramento contro il sistema delle lobbies che lo vuole centralizzato e privatizzato. Bisognerà rafforzare il sistema sanitario nazionale dando priorità ai malati cronici, l'assistenza sanitaria primaria e alla salute pubblica. Ma per farlo bisogna che continui ad esistere il Sistema Sanitario Nazionale che oggi è minacciato dal taglio del governo e dei mercati.
(Illustrazione di Davide Baroni)
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